Il sistema a basso costo e basso consumo è stato provato fra Sardegna e Spagna. Il segnale wi-fi ha viaggiato per 700 chilometri stabilendo il record. Merito degli iXem Labs del Politecnico di Torino che da cinque anni stanno lavorando su delle piccole antenne di due centimetri capaci di funzionare per anni senza bisogno di una ricarica continua grazie a un paio di semplici pile stilo.
“Tutto è iniziato perché abbiamo notato che le campagne sono tagliate fuori” spiega Daniele Trinchero, a capo degli iXem Labs. “Il segnale telefonico manca in tante aree. Sulle colline del Monferrato ad esempio non c’è ed è lì che è nato, in ambito della viticultura, l’idea di una rete indipendente libera, capillare e aperta. Un sistema per connettere i sensori ambientali capaci di aiutare i produttori a gestire le vigne in maniera molto precisa, evitando il più possibile prodotti chimici grazie ad una analisi precisa delle piante e ad algoritmi predittivi sulle loro necessità. Dati su umidità, precipitazioni, vento, sole, così da capire in anticipo i rischi e intervenire chirurgicamente.”

Al Politecnico di Torino sono partiti nel 2013 con i primi esperimenti, ma le prime antenne avevano una portata bassa. Poi a fine del 2017 sono riusciti ad arrivare a 50 chilometri usando a volte piccoli palloni aerostatici. Durante tutto il 2018 è stata fatta una sperimentazione diffusa fra i vigneti di Friuli, Veneto e Toscana e lì, gli iXem Labs, sono riusciti a capire che potevano raggiungere anche  70 chilometri di distanza fra un’antenna e l’altra. Antenne che in otto mesi hanno consumano appena il 10 per cento di due batterie stilo.

Mancava però il test sulla portata massima. Da Torino è partita via posta un’antenna, destinazione la Spagna, dove alcuni colleghi l’hanno istallata per un mese ed è riuscita a raccogliere buona parte dei dati trasmessi. Nessuno era mai arrivato a tanto via terra. Solo in Olanda sono andati oltre, ma stabilendo il contatto con un sensore attaccato ad un pallone aerostatico a oltre mille chilometri di altitudine. Quindi  in assenza di ostacoli e in condizioni completamente diverse da quelle che si hanno sulla superficie terrestre.

“Questo potrebbe essere il sistema giusto per i Paesi in via di sviluppo che non possono contare su reti telefoniche estese o in luoghi dove le reti telefoniche, comprese quelle di nuova generazione come il 5G, non arrivano o sono accessibili a prezzi troppo elevati.”, racconta il direttore degli iXem Labs. Ora al Politecnico di Torino lavoreranno per ottimizzare ancora di più il consumo energetico ed estendere il campo di applicazione: oltre all’agricoltura, c’è l’osservazione del manto nevoso in montagna e nuovi sistemi di rilevazione sismica a basso costo da usare in viadotti o strade in aree a rischio.

Fonte: www.repubblica.it – di Jaime D’ Alessandro

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