Il dipartimento di polizia di New York ha iniziato ad usare i Digidogs. Sono cani robot di circa 40 kg prodotti dall’americana Boston Dynamics e costano più o meno 75 mila dollari l’uno. Questi automi, equipaggiati con sensori e telecamere, e nelle ultime versioni pure con un “braccio” meccanico supplementare, sono in grado di camminare, correre, stare in equilibrio, aprire porte e molto altro. Fin ora erano stati acquistati soprattutto dalle aziende, per svolgere compiti noiosi e ripetitivi, oppure faticosi e pericolosi, come sorvegliare un capannone girandogli continuamente intorno o azionare un macchinario tutto il giorno, più volte al giorno.

Da qualche tempo però la polizia americana li sta iniziando a usare anche come deterrente. Come raccontato dal New York Post,  l’idea sarebbe di usare questi cani robot in quelle che potrebbero essere situazioni pericolose per i “colleghi” umani, come, per esempio, fare irruzione in una casa dove si sospetta che si nasconda un malvivente. Dotati di sirene e lampeggianti, i Digidogs, possono infatti essere controllati da remoto e anche trasmettere le immagini di quello che vedono a un agente che sta al sicuro dentro l’auto di servizio.

Ma non tutti sono felici di questa novità. Via Twitter, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez (Democratici) ha domandato provocatoriamente “quando è stata l’ultima volta che abbiamo visto una tecnologia di questo livello usata per l’istruzione, l’assistenza sanitaria o le politiche della casa? I tanti soldi spesi per lo sviluppo e l’acquisto di Digidog sarebbero stati meglio utilizzati per politiche di assistenza sociale, soprattutto nei quartieri più degradati di New York!”.  Sempre via Twitter, il Nypd ha precisato che la polizia di New York usa da anni cani e robot, al posto dell’uomo, come supporto in casi di pericolo, (in occasione di un allarme bomba, per esempio). Sostituire i cani in carne ed ossa con cani robot tutelerebbe gli animali, esponendoli a minori rischi.

Altri problemi sono stati sollevati dalle associazioni che difendono i diritti civili. Il primo è che questi cani robot sono entrati in servizio senza che i cittadini ne fossero informati (cosa espressamente vietata da una recente ordinanza del Comune); il secondo è che una volta iniziato a usarli, non si sa dove andremo a parare. Infatti i Digidog sono una versione “base” del dispositivo della Boston Dynamics: non sono armati, ma chi dice che in futuro non potrebbero diventarlo. Ad ora non usano tecnologie particolarmente raffinate, ma con il passare del tempo potrebbero essere facilmente dotati di intelligenza artificiale o anche collegarsi alla Rete per hackerare o spiare il computer di una persona sospetta. Senza essere visti, e da remoto.

Questo punto è particolarmente delicato. Bisogna sapere che le forze dell’ordine americane già usano (o sono prossime) una telecamera smart che è in grado da sola di leggere le targhe delle macchine e presto, probabilmente, potrà pure usare tecniche di riconoscimento facciale. Si chiama Fleet 3 ed è prodotta dalla Axon (l’azienda che ha inventato il taser). Le associazioni per la salvaguardia dei diritti civili puntano quindi, per il futuro, sull’eccesso di sorveglianza  e sull’invasione della privacy. Infatti non è difficile immaginare un cane robot poliziotto che cammina per strada e attraverso le telecamere scansiona ogni faccia e ogni auto, confrontandole con i database delle forze dell’ordine, senza che le persone e le cose oggetto di questo controllo ne siano minimamente consapevoli e al di là che si abbia o meno qualcosa da nascondere.

Michael Perry, uno dei vicepresidenti della Boston Dynamics, è stato Interpellato a questo proposito dal New York Times ed ha affermato con forza che “questi robot non sono fatti per essere discreti: sono rumorosi, hanno le luci lampeggianti e le sirene, si fanno notare e non sono assolutamente pensati per spiare le persone di nascosto!”.

Fonte: www.lastampa.it – Emanuele Capone