Dal  15 giugno 2022 chi ancora utilizza Internet Explorer dovrà rassegnarsi, stavolta la data di scadenza è definitiva. Avendo ricoperto un ruolo che ha fatto la storia della Rete, gli è servito un po’ di tempo per dare al mondo il suo ultimo saluto, ma adesso Internet Explorer è davvero pronto alla pensione. L’annuncio di Microsoft è arrivato e fissa la scadenza del browser esattamente ad un anno dall’uscita di questo articolo.

Al suo posto l’azienda ha messo in campo il program manager di Microsoft Edge. Infatti il futuro di Internet Explorer su Windows 10 sarà con questo browser. Stavolta ce la farà? le transizioni non sono mai semplici ed infatti è dall’arrivo di Microsoft Edge, nel 2015, che il vecchio compare è stato definito una “soluzione di compatibilità”, più che un  browser e sono ormai almeno 5 anni che la società cerca di scoraggiare gli utenti all’utilizzo di internet explorer, nato nel 1995, per accompagnarlo alla porta d’uscita con una bella targa al valore sul campo. La storia di questo browser è iniziata a metà degli anni Novanta con molta fortuna fin da subito. E’ partito in maniera gloriosa portando a casa l’acquisto delle licenze del vecchio Mosaic che condusse l’iconica E a scuotere le coscienze. Nell’arco di 4 anni, Explorer conquistò il 75% del mercato, che diventò il 99% nel 1999. Tra la fine dello scorso e l’inizio del nuovo millennio, la concorrenza si fece più accesa tra Firefox (Mozilla), Safari (Apple), Chrome (Google) e Opera.

Con il passare degli anni, la forte potenza del prodotto Microsoft ha subìto duri colpi, il più grosso nel 2014 quando furono addirittura il Dipartimento di Sicurezza degli Usa e un’agenzia governativa britannica a mettere in guardia dalle falle di Explorer dopo che avevano consentito cyberattacchi, seppure “mirati e limitati”. Un anno dopo, l’arrivo di Edge non fu rosa e fiori, tanto che il bilancio del 2016 mostrava un forte attaccamento del pubblico allo storico prodotto. Nel 2019, l’operazione di “sensibilizzazione” di Microsoft vide scendere in campo il capo della cybersicurezza, che già allora illustrò i pericoli del longevo browser esponendo i rischi che avrebbe comportato continuare a usarlo come “predefinito” per la navigazione.

Ma come si spiega questa poca propensione degli utenti al cambiamento proposto? I problemi più grossi sono riscontrati dalle aziende più che dai singoli consumatori in quanto le prime faticano a migrare le tante app, siti e servizi basati su Explorer. In media hanno circa 1678 app legacy (versioni datate rispetto a quelle correnti). Per questi particolari casi, in contesti aziendali e di organizzazioni, passando a Microsoft Edge sarà garantita la “modalità Internet Explorer” ben oltre la data di scadenza del 2022 (la promessa è “almeno sino al 2029”).

Ma non lasciamoci spaventare. Come è già stato in passato anche nel presente e per il futuro tutti i passaggi saranno graduali e non sparirà ogni cosa dall’oggi al domani!  Per esempio già dal 17 agosto di quest’anno i servizi Web legati a Microsoft 365 (Outlook, Office online, OneDrive ecc..) non contempleranno più la compatibilità con Explorer.

Da 15 giugno del prossimo anno scadrà Internet Explorer per le versioni principali di Windows 10. La questione ancora da definire è se rimarrà a disposizione sui computer che lo hanno già installato. Comunque sia a lungo andare sarà impossibile accedere agli aggiornamenti. Quindi, dovremo metterci l’animo in pace!

Fonte: www.lastampa.it – Diletta Parlangeli