Ecco un bell’esempio di tecnologia in aiuto alla sanità e soprattutto all’ odierna situazione virologica. Il servizio di cui parliamo è gestito dai professionisti del 118, con il coordinamento sulle tre province della Sud est Toscana del Dipartimento di Emergenza Urgenza, in sinergia con gli operatori delle Usca (Unità Speciale di Continuità Assistenziale). Questi dispositivi sono distribuiti a pazienti positivi in isolamento domiciliare e con quadro clinico più severo in relazione a particolari fattori, ma non tale da necessitare il ricovero; in particolare alle persone in condizioni di maggiore solitudine, perché anziani o residenti in zone isolate. I pazienti sono sotto controllo 24h per dieci giorni e i loro dati (ossigenazione, frequenza cardiaca, indice di qualità del segnale della saturimetria e temperatura corporea ), trasmessi ogni 5 minuti in tempo reale a una centrale operativa pronta a intervenire.

Il monitoraggio è fatto in automatico dal sistema che – spiega Robusto Biagioni, direttore Servizio 118 provincia di Grosseto – nel momento in cui rileva dati negativi, allerta la Centrale che può così contattare il paziente e valutare la situazione. Il sistema rivolge alla persona un questionario predefinito attraverso il suo smartphone ed elabora le risposte, allertando Usca e 118 in caso di anomalia, (incapacità di alzarsi, malessere particolare, mancata assunzione di terapia, ecc.). I pazienti devono quindi avere uno smartphone, per rispondere alle eventuali domande dei medici anche tramite messaggi Whatsapp. Se la persona non è in grado di farlo o non ne possiede uno, il 118, non li contatterà tramite telefono, ma manderà direttamente il medico a casa. Questo permette ai soccorsi di avere una migliore e più completa comprensione delle condizioni dei pazienti e intervenire in tempo, in caso di problemi, con interventi diversificati e personalizzati o programmare visite domiciliari solo in caso di reale bisogno.  Le risposte terapeutiche sono diversificate in tre programmi di cura: uno standard, uno per gli over 75, uno per chi è affetto da Bpco (Broncopneumopatia cronica ostruttiva). Questa tecnologia consente al paziente, anche se visitato solo presso il proprio domicilio (in regime ordinario da Usca o in urgenza dal 118) e senza accesso al pronto soccorso, di ricevere assistenza e presa in carico di ottimo livello.

”Il Covid è una patologia della solitudine – conclude Massimo Mandò, direttore Dipartimento Emergenza Urgenza, – molte persone vengono assalite dal senso di angoscia e si sentono sole, soprattutto quando arriva la sera e ancora di più se abitano in zone più sperdute. Con questo progetto vogliamo essere più vicini e più presenti. Sapere di essere sempre monitorati da professionisti sanitari, stando nella propria casa e con gli stessi standard di controllo che avrebbero se fossero in ospedale, è motivo di sicurezza e tranquillità. Pensiamo anche che questo aiuterà i pazienti ad aderire meglio alla cura”.

”I braccialetti sono un’importante novità – spiega il direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso – nella gestione dei pazienti Covid. In questo modo garantiamo un ulteriore livello di sicurezza per la loro salute, e un aiuto a vivere, in minor solitudine, una malattia che, anche nel caso sia senza sintomi, genera spesso ansia e senso di angoscia”.

Fonte: www.lastampa.it

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