La vendita dei computer nel mondo è sempre stata contesa tra Windows e Apple rispettivamente al primo e secondo posto. Ma nel 2020, per la prima volta da quando esistono, i nuovi Chromebook si sono piazzati davanti ai Mac, classificandosi al secondo posto nelle graduatorie di distribuzione dei pc. Come mai? Il coronavirus ha bloccato a lungo molte fabbriche in Cina da cui provengono i componenti della maggior parte dei pc Windows e la didattica a distanza ha forzato molte famiglie ad acquistare più computer del solito influendo nella crescita dei Chromebook, già utilizzati da sempre più scuole negli Stati Uniti come dotazione per gli studenti. Scopriamo insieme cosa è un Chromebook grazie anche ad un interessante articolo apparso su La Stampa.

Come dice il nome, i Chromebook sono laptop dotati del sistema operativo Chrome Os di Google, basato su Linux e soprattutto sul browser Chrome. Sono prodotti tra gli altri da Acer, Asus, Hp, Lenovo e Samsung (oltre che dalla stessa Google). I Chromebook, legano gran parte delle loro funzionalità sull’accesso a Internet. Infatti non hanno un desktop su cui mettere i file e hanno un disco rigido molto piccolo, anche solo 32 Gb. L’idea è quella di salvare prevalentemente sul cloud (ma quasi tutti hanno un lettore di schedine di memoria), lavorare utilizzando Gmail, Google Documenti, Fogli e Presentazioni.

Con il tempo è cresciuta l’integrazione fra questi computer e il Play Store di Android: è nata l’app di Instagram, quella di Twitter, di Netflix, di Spotify e così via. Questo è il motivo per cui questi computer sono solo portatili, perché molto simili ad un telefonino o un tablet, ma un po’ più grandi e con una tastiera. Si va sullo Store, si cerca l’app che si vuole e la si  installa, esattamente come si farebbe su uno smartphone o su un tablet, e se non c’è, si usa la sua versione online.

Il punto di forza più evidente di questi computer è che l’unico vero “programma” che devono far funzionare è Chrome. Di conseguenza sono più rapidi in fase di avvio, così da renderli più pronti e reattivi, e 4 Gb di Ram, che su un pc qualsiasi farebbero ridere qui bastano! Un hard disk di dimensioni ridotte costa meno di altri e dunque il tutto, contribuisce a tenere bassi i prezzi.

Ad oggi, dato che i Chromebook stanno diventando più popolari, i prezzi sono in crescita. Si parte da 269 euro, tuttavia non è difficile portarsene a casa uno con schermo touch da 14” Full Hd, corpo di alluminio, processore Intel i3, 8 Gb di Ram e 128 di memoria interna, tastiera retroilluminata, sensore per le impronte digitali, trackpad di vetro e audio Bang & Olufsen spendendo meno di 700 euro. Sicuramente una cifra con cui comprare un pc Windows decisamente meno performante, per non parlare di un Apple nemmeno avvicinabile.

E’ molto difficile trovare i Chromebook nei negozi. Si comprano molto bene online, soprattutto all’estero, anche su eBay. Attenzione ad eventuali dazi doganali, altissimi dagli Stati Uniti e medio-alti (causa Brexit) dal Regno Unito, e anche all’impostazione della tastiera, che per noi italiani deve avere lo schema Qwertyu. Dall’anno scorso c’è finalmente un sito di Google Italia dedicato a loro ma anche lui per l’acquisto rimanda praticamente sempre ad Amazon.

I Chromebook permettono di spendere poco e ottenere molto, ma non sono indicati per tutti. Sono perfetti per chi usa il computer per scrivere, navigare online, controllare le mail, guardare film e serie tv in streaming o anche come primo computer “serio” per un adolescente. Sono invece poco adatti se si fa montaggio o editing di video, se si deve usare software per progettazione Cad in 2D o 3D, per gli appassionati di videogiochi, soprattutto quelli più “pesanti” dal punto di vista grafico. Pian piano si dovrebbe superare questo specifico ostacolo grazie alla compatibilità con Stadia, il servizio di gaming in streaming di Google, e la possibilità di accedere (per ora con qualche difficoltà) alla piattaforma Steam.

Segnaliamo un sito americano molto ben fatto, con notizie, guide pratiche e recensioni, che può aiutare nella scelta: si chiama Chrome Unboxed e ha pure un canale YouTube con video utili.

Fonte: www.lastampa.it – Emanuele Capone